Parrocchia Santo Stefano Tesserete 

Pieve Ambrosiana della Capriasca

 

 

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Lettera del prevosto dal bollettino parrocchiale di Natale 2016

 

 

Cari parrocchiani e parrocchiane,

parto con questa mia riflessione da una situazione successa in parrocchia che mi ha fatto assai riflettere su cosa significa evangelizzare e nel caso preciso – visto il tempo liturgico – cosa e come dire del Natale cristiano. In occasione di una catechesi per adulti è stata posta la questione nei termini seguenti: “che cosa è e che cosa non è il Natale”.

Se fino a pochi anni fa era scontato parlare del significato originario della solennità, oggi non lo è più.

Quando si è giunti a distinguere tra la figura di Gesù bambino e babbo natale, la reazione di alcuni astanti è stata di disagio se non di preoccupazione e ancor di disturbo.

Riferendosi ai bambini, secondo un certo pensiero, è doveroso essere lasciati nel loro limbo dove favole erealtà si intersecano con frequenza, nel rispetto del singolo individuo e delle scelte dei propri genitori. Confesso che a quel punto ero disorientato.

Non sono un pedagogista anche se ho studiato i rudimenti di questa disciplina nel mio passato professionale.

Ma posso interpretare che il motivo sottostante a questa reazione, senza dirlo esplicitamente, era un altro. Facendo questa distinzione senza andare oltre, non è che poi sarebbe arrivato il momento in cui qualche bambino, con un sorrisino furbo ma con la paura negli occhi di essere deluso, avrebbe chiesto: “ma se babbo natale esiste solo nelle favole chi è che porta i regali?“

Allora è utile fare un passo indietro e chiedersi: ma è ancora chiaro cosa sia il Natale per gli adulti?

Dire che il Natale, all’origine festa “mistica” è diventata semplicemente “consumistica” arrischia di essere un ritornello diffuso.

Se diamo uno sguardo al nostro mondo, potremo notare come oramai il Natale non appartiene più solo alla comunità cristiana, ma a tutti gli uomini, in quanto è una festa diffusa in ogni continente.

 Ha assunto un significato universale ma allo stesso tempo trasversale.

È la festa dell’uomo Gesù ed insieme, come da tradizione antichissima e pagana, è la festa della luce.

Potremmo dire che è la festa dell’Uomo ridestato dalla Luce.

Questa ricorrenza resiste e va sempre più diffondendosi, nonostante le leggi del mercato ne stiano modificando profondamente il significato spirituale, denudandola del suo senso mistico e simbolico.

Se andiamo alla ricerca dell’origine del Natale potremmo osservare che esiste un Natale dal punto di vista storico, geografico, storiografico, ed un altro che include il punto di vista mitico e mitologico, molto più antico, legato ai ritmi del sole e della luna, alle festività solari, al solstizio d’inverno e al  culto del “sol invictus”.

 Scopriamo così che questa celebrazione detiene fin dall’antichità un’importante dimensione cosmica.

Ogni anno, mentre prepariamo il presepio o addobbiamo l’albero, ripercorriamo le strade della memoria, ritroviamo i gesti che abbiamo appreso fin dall’infanzia, e si rinnova con le varie età della vita tramandandosi di generazione in generazione. Questo vale per le famiglie, per i genitori, ma anche per chi è solo, perché nella notte di Natale volenti o nolenti ci si sente coinvolti in un evento che abbraccia tutti, perché parla in maniera misteriosa a tutta l’umanità.

L’augurio di Buon Natale che ci si scambia in quei giorni non deve perdere il suo profondo significato religioso e la festa non può essere assorbita dagli aspetti esteriori che toccano le corde del cuore. Certamente, i segni esterni sono belli e importanti purché non ci distolgano ma piuttosto ci aiutino a vivere il Natale nel suo senso più vero, quello sacro e cristiano, in modo che anche la nostra gioia non sia superficiale ma profonda.

Viviamo con gioia il Natale che si avvicina come un evento meraviglioso, dove il Figlio di Dio nasce ancora oggi.

Dio è veramente vicino a ciascuno di noi e vuole portarci alla vera luce.

Viviamo l’attesa contemplando il cammino dell’amore immenso di Dio che ci ha innalzati a sé attraverso l’Incarnazione, la morte e risurrezione del Figlio.

Buon Natale.

Don Gabriele

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Parrocchia Tesserete 2013