Parrocchia Santo Stefano Tesserete 

Pieve Ambrosiana della Capriasca

 

 

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e della Pieve Ambrosiana di Capriasca

 

Lettera del prevosto dal bollettino parrocchiale

 

Cari parrocchiani e parrocchiane, quando il carnevale ambrosiano giunge al termine ecco che inizia la quaresima. In quella domenica, a chi partecipa alla S.Messa, viene detto: “ricordati che sei “polvere” e polvere ritornerai”. È opportuno porre tale polvere al centro della nostra riflessione perché questa immagine del nulla può dirci molto. La polvere è l’immagine dell’ordinarietà; ce n’è sempre molta più del necessario e ogni granellino vale più o meno quanto tutti gli altri. La polvere è l’immagine dell'anonimia,  ogni cosa è uguale all’altra e senza nome. È anche l’immagine dell’indifferenza; che importa se è questa o quella polvere dato che l’una è uguale all’altra? La polvere, infine, è l’immagine della dispersione; si dilegua, è irrilevante, senza scopo, si trova dappertutto e mai al suo posto. Dio pone l’uomo all’apice della sua creazione dicendo che è a sua immagine e somiglianza, pur tuttavia gli dice: “tu sei polvere”. La Scrittura ha ragione, l’uomo è polvere e muore continuamente. È il solo essere che fin dal suo inizio va incontro alla morte e ne è cosciente. Con la prima domenica di quaresima entriamo nel tempo di meditazione e di digiuno. Che cosa può ancora significare per noi un tale tempo?  Diciamo innanzitutto che il tempo del digiuno comincia molto prima del fatidico mercoledì delle ceneri e dura più a lungo dei quaranta giorni fino a Pasqua. È un tipo di digiuno che si può vivere anche tutto l’anno senza nemmeno accorgersene. Il motivo – si può ben dirlo – è che Dio ci sembra lontano da noi. Lo è sia per le persone che si dicono religiose sia per i non credenti. I primi non lo ammettono volentieri perché ritengono che ciò sia qualche cosa che non possa loro accadere. I secondi deducono false conseguenze dal fatto che ammettono di essere lontani da Dio. Infine si arriva alla Pasqua. I nostri pensieri e sentimenti si concentreranno quindi su Gesù Cristo. Per molte persone questa Pasqua sarà un giorno come tanti altri, che trascorre senza un particolare risalto. Per altre la Pasqua sarà invece un periodo di meditazione, riflessione e gratitudine. È difficile rendere giustizia al mistero di questa festa. Paradossalmente il messaggio pasquale è l’annuncio più umano del cristianesimo. Per questo ci risulta più difficile da capire. Le cose più vere, più evidenti e più semplici sono più difficili da realizzare,  da fare e da credere. Noi, uomini e donne del nostro tempo, viviamo nel pregiudizio che la realtà religiosa sia semplicemente qualcosa che concerne l’intimo del cuore e l’aspetto più elevato dello spirito. Pasqua però significa: Dio ha fatto qualche cosa, ha risuscitato suo Figlio. Non si tratta quindi di semplice intimità di sentimento. Dio non si è limitato a toccare lievemente il cuore dell’uomo ma gli fa sperimentare quello che è veramente; “figlio della terra destinato a morire e ritornare alla polvere per poi risorgere ad una vita nuova”. L’augurio di questo tempo forte è che tutti possiamo essere coscienti della nostra pochezza e nel contempo accogliere il dono gratuito della risurrezione.

 

Buona Pasqua!

don Gabriele

 

 

 

 

 

 

 

Parrocchia Tesserete 2013