Parrocchia Santo Stefano Tesserete 

Pieve Ambrosiana della Capriasca

 

Benvenuti sul sito della Parrocchia

e della Pieve Ambrosiana di Capriasca

 

Il saluto del nuovo Prevosto Don Ernesto Barlassina tratto dal Bollettino Autunno 2017

 

“Tu vieni sempre Cristo Signore; noi t’accogliamo vivente nei pastori. Affidi loro i tuoi Misteri e la Parola di verità”.

Cari parrocchiani di Tesserete e Sala Capriasca,

il ritornello del canto qui citato, mi permette di cogliere il significato vero del mio inizio di ministero pastorale in mezzo a voi. È il Signore Gesù che sempre dobbiamo amare, seguire, testimoniare. È Lui che come bello e buon Pastore ha dato la sua vita per salvarci. È il suo Vangelo che dobbiamo vivere quotidianamente. Gesù deve essere una presenza amica nella nostra vita. Lo invochiamo nella preghiera comunitaria e personale. Lo celebriamo Vivente nella liturgia. Nei momenti di gioia e di dolore Egli si fa prossimo e compagno di viaggio. Il Signore, per essere sempre una presenza veniente e attuale nella nostra vita, si serve anche di uomini e donne. Gesù Cristo ha voluto che gli apostoli evangelizzassero il mondo. Il vescovo Valerio, successore degli apostoli, maestro e guida della diocesi di Lugano, ha inviato me e don John Thaddeus Alabastro come vostri nuovi pastori. Ringrazio il vescovo per la fiducia riposta nella mia persona. Ringrazio chi mi ha preceduto alla guida delle vostre comunità, servendovi e mantenendo viva la fede cristiana e la tradizione del rito ambrosiano. Ogni ministro ha un proprio carattere, una personale storia e formazione, ed esercita il ministero pastorale con i propri doni e carismi. I presbiteri non sono fatti con lo stampino e in serie. Nel ministro ordinato tutti siamo invitati, specialmente quando celebra i sacri misteri, a vedere l’azione e la presenza di Gesù. Io voglio essere il parroco di tutti e per chi lo desidera potrà trovare in me un prete disponibile all’ascolto e al dialogo. Nel mio servizio pastorale, ho imparato tanto dalle persone che mi hanno testimoniato la loro fede e la loro dedizione nel compiere il bene a favore della crescita spirituale e morale della comunità. Volontari, che hanno messo a disposizione i loro carismi, il loro tempo, le loro energie affinché la parrocchia vivesse sempre più una dimensione di famiglia, di comunione e unità. Numerosi laici si sono sempre sentiti partecipi e protagonisti come “pietre vive”, della costruzione dell’edificio spirituale che è la Chiesa del Signore. Ma sono però ben cosciente anche del mio ruolo unico e insostituibile come Prevosto. Il ministro ordinato ha all’interno della comunità, che è chiamato a guidare e santificare, il proprio ed esclusivo ministero che nessun laico può esercitare. Il presbitero è chiamato ad agire “in persona Christi”, nella celebrazione dei sacramenti e nell’annuncio del Vangelo. L’esercizio del ministero, in una società e cultura come quella di oggi, non è sempre facile e carico di gratificazioni. Oggi siamo chiamati a seminare speranza e a mantenere intatto il deposito della fede. Una vera sfida è quella di trasmettere alle nuove generazioni la bellezza della vita cristiana. L’azione pastorale deve tener conto della realtà e della storia delle persone, del loro non sempre facile cammino. Siamo chiamati: ad entusiasmare ed affascinare i bambini, i ragazzi e i giovani; a coinvolgere le famiglie nell’educazione cristiana e nella catechesi sacramentale; a conoscere ed approfondire la Sacra Scrittura e la dottrina della Chiesa; a prestare prioritaria attenzione alle persone più fragili ed escluse; a  farci prossimi dei sofferenti; a pregare gli uni per gli altri. In sintesi siamo sollecitati ad esercitare le opere di misericordia corporali e spirituali. A tutti deve stare a cuore il bene e la crescita umana, morale e spirituale di ogni membro della comunità parrocchiale e civile. Un sincero atteggiamento di rispetto e accoglienza deve essere riservato a tutti, anche a coloro che non condividono l’esperienza di fede cristiana. Il vero progresso spirituale e morale della comunità è garanzia di un vivere nella pace. Per questo esprimo la mia totale collaborazione all’autorità civile, nel rispetto dei propri ambiti di azione, a favore della gente della Capriasca che siamo chiamati a servire. Il mio desiderio è che la comunità parrocchiale sia sempre più comunità “eucaristica”: cioè capace di “dire grazie”, di adorare Gesù pane di vita, di vivere nella carità di Cristo, di sentirsi fratelli e sorelle in comunione, di compiere atti di oblazione e donazione, di essere annunciatori e testimoni del vangelo della vita e della gioia, di recuperare la dimensione missionaria per aprire il cuore a tutti. L’eucaristia sia veramente il vertice e la fonte di ogni iniziativa pastorale, volta all’unità e alla pace. Una sallenda ambrosiana canta: “Pace in cielo, pace in terra, pace su ogni popolo, pace ai sacerdoti delle Chiese di Dio”.

Nell’attesa di entrare a far parte della vostra vita e storia personale e comunitaria, è questo, cari fratelli e sorelle, il mio affettuoso e sincero augurio.

Don Ernesto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Parrocchia Tesserete 2013